Le aziende più mature non si limitano ai controlli previsti dalla legge, ma adottano una politica scritta su alcol, droghe e altre dipendenze. Il documento, condiviso con gli RLS e con le rappresentanze sindacali, chiarisce le regole valide per tutti, comprese dirigenza e visitatori: divieto di consumo durante il lavoro, gestione delle occasioni conviviali, divieto di presentarsi al lavoro in stato di alterazione, procedure in caso di sospetto, tutela della riservatezza e possibilità di chiedere aiuto senza subire conseguenze disciplinari se ci si rivolge spontaneamente ai servizi.
Un elemento qualificante è il programma di assistenza ai dipendenti, che indica a chi rivolgersi in modo confidenziale: medico competente, servizi per le dipendenze dell'azienda sanitaria, associazioni di auto-aiuto, eventuali servizi di consulenza psicologica convenzionati. L'esperienza mostra che un lavoratore che percepisce solo il rischio di licenziamento tende a nascondere il problema, mentre un percorso di aiuto credibile favorisce l'emersione precoce.
La politica può estendersi ad altre dipendenze che incidono su salute e sicurezza. Il fumo è vietato nei locali chiusi dall'articolo 51 della L. 3/2003, e nelle aree con pericolo d'incendio o esplosione il divieto deriva anche dalla valutazione dei rischi. Il gioco d'azzardo patologico e l'uso compulsivo di dispositivi digitali possono incidere su sonno, concentrazione e stress. Sono temi da affrontare nella promozione della salute, senza controlli invasivi della vita privata.