Un piano realistico può essere articolato per trimestri. Nel primo trimestre si raccolgono i dati: piramide d'età per reparto con proiezione dei pensionamenti, analisi degli infortuni degli ultimi anni per fascia d'età, genere e anzianità, richiesta al medico competente di una lettura aggregata delle limitazioni per gruppo omogeneo. Si verifica l'elenco delle mansioni soggette alla normativa su alcol e sostanze.
Nel secondo trimestre si interviene sulle valutazioni che risultano più sensibili: ricalcolo della movimentazione manuale con le masse corrette, revisione dell'illuminazione nelle postazioni a elevato impegno visivo, verifica di udibilità degli allarmi. Si definisce con risorse umane e medico competente una procedura di rientro dopo lunga assenza e di gestione delle limitazioni, e si aggiorna la procedura per il sospetto stato di alterazione con relativa formazione dei preposti.
Nel terzo trimestre si lavora su DPI e inclusione: prove di vestibilità con lavoratrici e lavoratori di corporatura diversa, prove di tenuta dei respiratori, revisione dei materiali formativi per i lavoratori stranieri, piani personali di evacuazione. Nel quarto trimestre si avvia un programma di promozione della salute con pochi obiettivi misurabili, eventualmente aderendo alla rete regionale, e si presenta alla riunione periodica un bilancio dei risultati. L'obiettivo finale è un sistema di prevenzione progettato per le persone che lavorano davvero in azienda, non per un lavoratore medio che non esiste.