Aggiornamento RSPP · Blocco 8/10 (28–32 h) · Slide 4/50

Clima di sicurezza e cultura: due concetti da non confondere

Il clima di sicurezza è la percezione condivisa, in un dato momento, di quanto l'organizzazione dia priorità reale alla sicurezza rispetto ad altri obiettivi. Dov Zohar, che ha sviluppato il concetto a partire dagli anni Ottanta, lo descrive come una fotografia: misurabile, relativamente variabile, sensibile a eventi recenti come un cambio di direttore o un infortunio grave. La cultura è invece più profonda e stabile, si costruisce in anni e si modifica lentamente.

Il clima si misura con questionari validati. Uno dei più usati in Europa è il NOSACQ-50, Nordic Safety Climate Questionnaire, composto da cinquanta domande raggruppate in sette dimensioni, tra cui impegno e priorità della direzione, empowerment dei lavoratori, giustizia nella gestione degli eventi, impegno dei lavoratori e fiducia nell'efficacia del sistema. È disponibile in più lingue, italiano compreso, e consente confronti nel tempo.

Alcune accortezze pratiche: garantire l'anonimato reale, evitando gruppi di analisi troppo piccoli che rendono riconoscibili le risposte; coinvolgere l'RLS nella progettazione e nella restituzione; restituire sempre i risultati ai lavoratori, perché un questionario senza ritorno peggiora il clima. Il dato più utile non è il punteggio medio, ma la differenza tra le risposte di dirigenti, preposti e operatori: quando la direzione si attribuisce un impegno molto superiore a quello percepito dalla base, lì si trova il primo campo di intervento. Il questionario va ripetuto a distanza di uno o due anni per verificare l'effetto degli interventi.