Aggiornamento RSPP · Blocco 8/10 (28–32 h) · Slide 38/50

L'albero decisionale di Reason per valutare un atto non sicuro

James Reason ha proposto un albero decisionale per stabilire in modo strutturato come trattare una persona coinvolta in un evento. La prima domanda riguarda l'intenzionalità: l'azione e le sue conseguenze erano volute? Se sì, siamo davanti a un atto di sabotaggio o dolo, che esce dal campo della sicurezza e rientra in quello disciplinare e penale. La seconda domanda riguarda l'eventuale alterazione delle condizioni della persona, per esempio per assunzione di alcol o sostanze, distinguendo se fosse dovuta a una condizione medica non nota.

La terza domanda riguarda la violazione consapevole delle procedure: la persona sapeva di deviare? E in tal caso, le procedure erano disponibili, comprensibili, applicabili e normalmente rispettate? Se la procedura era di fatto inapplicabile o abitualmente disattesa nel reparto con la tolleranza dei capi, la responsabilità si sposta in larga parte sul sistema.

La quarta domanda è il test di sostituzione: un'altra persona con formazione ed esperienza simili, nella stessa situazione, avrebbe potuto agire allo stesso modo? Se la risposta onesta dei colleghi è sì, il problema è nel sistema e non nell'individuo. L'ultima verifica riguarda la storia della persona: se ha già commesso atti simili, possono esserci bisogni di formazione, di riassegnazione o di sostegno. L'utilità dello strumento sta nel rendere esplicito e ripetibile un giudizio che altrimenti tende a essere influenzato dalla gravità dell'esito e dal ruolo della persona coinvolta.