Chi fa il RSPP da qualche anno conosce la scena: alla riunione periodica il direttore chiede «come siamo messi?» e la risposta si riduce al numero di infortuni dell'anno. Quel numero, da solo, non dice quasi nulla. Un reparto di stampaggio con zero eventi in dodici mesi può essere ben gestito oppure semplicemente fortunato, e la differenza emerge solo quando si osservano le condizioni che producono gli eventi, non gli eventi stessi.
Questo blocco del corso di aggiornamento affronta la misura della sicurezza come strumento di governo: indicatori di risultato e di processo, cruscotti, confronto con l'esterno, audit, leve economiche INAIL come la riduzione del tasso con il modello OT23 e i bandi ISI, e infine il calcolo dei costi della non sicurezza. L'obiettivo pratico è uscire con un sistema di misura che stia in piedi davanti a un amministratore delegato, a un ispettore e a un auditor di certificazione.
Il filo conduttore è semplice: si misura per decidere. Un indicatore che non porta mai a una decisione, a una risorsa assegnata o a una priorità cambiata è solo burocrazia statistica. Per questo ogni strumento verrà presentato con la stessa domanda di fondo: quale decisione permette di prendere, a chi, con quale frequenza. Le basi su infortuni e near miss viste nel Modulo A si danno per acquisite; qui si lavora sul livello successivo, quello del controllo di gestione applicato alla prevenzione, con esempi tratti da metalmeccanica, logistica, cantieri e impianti.