Aggiornamento RSPP · Blocco 9/10 (32–36 h) · Slide 15/50

La scheda indicatore: definire prima di misurare

Ogni KPI dovrebbe avere una scheda tecnica, breve ma rigorosa, approvata dalla direzione. Senza scheda il significato dell'indicatore cambia ogni volta che cambia la persona che lo calcola, e dopo due anni il trend non è più confrontabile. La scheda serve anche all'auditor e all'organo di vigilanza per capire come è stato prodotto un numero riportato in un verbale.

I campi minimi sono: nome e codice; scopo, cioè quale rischio o processo controlla e quale decisione supporta; formula di calcolo con numeratore e denominatore definiti in modo univoco; fonte dei dati e sistema da cui si estraggono; frequenza di calcolo e di presentazione; responsabile della raccolta e responsabile del risultato, che spesso sono persone diverse; valore obiettivo e soglie di attenzione; modalità di presentazione grafica; data di introduzione e storico delle modifiche.

Prendiamo l'indicatore «formazione valida per mansione». Senza scheda qualcuno lo calcola sulle persone in organico, altri sui soli presenti, altri ancora includono i somministrati. Con la scheda si stabilisce che il denominatore sono tutti i lavoratori che hanno operato nel mese nella mansione, compresi somministrati e distaccati, e il numeratore quelli con formazione generale, specifica e addestramento in corso di validità secondo l'Accordo Stato-Regioni del 2025. La scheda diventa così anche uno strumento di controllo della conformità, perché ogni scostamento dal cento per cento corrisponde a nomi e scadenze da gestire.