Un cruscotto efficace non è un unico foglio con cinquanta indicatori, ma un sistema a livelli che risponde a destinatari diversi. Al livello strategico, rivolto al consiglio di amministrazione o all'amministratore delegato, servono pochi indicatori, tra sei e dieci, aggiornati trimestralmente: andamento degli indici infortunistici su base mobile, eventi gravi e ad alto potenziale, stato degli obiettivi annuali, avanzamento degli investimenti di sicurezza, esiti degli audit, rischi legali aperti.
Al livello tattico, per il direttore di stabilimento e i responsabili di funzione, gli indicatori diventano mensili e disaggregati per area: azioni aperte per reparto e anzianità, esiti delle ispezioni pianificate, conformità della formazione, verifiche periodiche in scadenza, near miss per tipologia. Al livello operativo, per capireparto e preposti, la frequenza è settimanale o giornaliera e gli indicatori sono molto concreti: controlli pre-uso eseguiti, non conformità aperte nella propria area, osservazioni svolte.
Il principio chiave è la coerenza verticale: gli indicatori di livello superiore devono potersi scomporre in quelli inferiori. Se al vertice si comunica che la conformità della formazione è al novantaquattro per cento, il direttore deve poter vedere quali reparti sono sotto soglia e il capireparto quali nominativi sono scaduti. Senza questa scomponibilità il cruscotto strategico resta un numero di cui nessuno si sente responsabile e che nessuno sa come migliorare.