Quando un infortunio accade, la parte di costo che emerge nei bilanci è solo una frazione. Gli studi sul tema, a partire dai lavori di Heinrich e di Bird, hanno diffuso l'immagine dell'iceberg: sopra la linea dell'acqua i costi diretti, assicurati o facilmente contabilizzabili, sotto i costi indiretti, non assicurati e spesso molto superiori. I rapporti numerici tra le due parti variano molto tra gli studi e tra i settori, quindi è più corretto calcolarli caso per caso che citare un moltiplicatore universale.
I costi diretti comprendono il premio assicurativo e le sue variazioni, le retribuzioni a carico dell'azienda nei primi giorni di assenza e le eventuali integrazioni contrattuali, le spese mediche non coperte, i danni a macchine e materiali. I costi indiretti includono il tempo perso dai colleghi che soccorrono e assistono, il fermo della linea, la sostituzione del lavoratore con straordinari o personale somministrato e la sua minore produttività iniziale, le ore di dirigenti e tecnici impegnati nell'indagine e nei rapporti con gli enti, le consegne ritardate e le eventuali penali.
Esistono poi costi nascosti, difficili da quantificare ma reali: danno reputazionale presso clienti e committenti, perdita di punteggio nelle gare, calo del clima interno, difficoltà nel trattenere personale qualificato. In un'impresa che lavora per grandi committenti industriali, un evento grave può comportare la sospensione dall'albo fornitori, un costo che da solo supera di molte volte tutti gli altri.