Per competere con gli altri investimenti aziendali, un intervento di sicurezza deve essere presentato con gli stessi strumenti del controllo di gestione. Il più semplice è il tempo di ritorno, o payback: costo dell'investimento diviso il beneficio annuo atteso. Più rigoroso è il valore attuale netto, che somma i benefici degli anni futuri scontati a un tasso concordato con l'amministrazione e sottrae l'investimento iniziale; se il risultato è positivo, l'investimento crea valore anche in termini puramente economici.
Esempio in un magazzino: separazione fisica dei percorsi pedonali da quelli dei carrelli con barriere e varchi, costo 60.000 euro. Benefici annui stimati: riduzione attesa degli eventi con carrelli, che negli ultimi tre anni hanno causato in media un infortunio con assenza e diversi danni a scaffalature, per un costo medio annuo calcolato di circa 22.000 euro; riduzione dei danni a merci e strutture per 6.000 euro; possibile punteggio per la riduzione del tasso INAIL. Il tempo di ritorno risulta di poco superiore ai due anni, un valore che molti direttori finanziari considerano interessante.
La parte delicata è la stima della riduzione attesa degli eventi. Va dichiarata con prudenza, motivata con dati aziendali e, se possibile, con l'esperienza di altri siti del gruppo, e presentata con un intervallo tra ipotesi pessimistica e ottimistica. È importante anche ricordare che l'analisi economica supporta la scelta tra alternative, ma non può giustificare il mancato adempimento di un obbligo di legge: ciò che è obbligatorio si fa comunque.