Un polo logistico con 180 dipendenti diretti, circa 70 somministrati nei picchi stagionali e tre imprese esterne per pulizie, manutenzione carrelli e vigilanza. Negli ultimi tre anni: undici infortuni con assenza, prevalentemente urti con carrelli, cadute dal piano di carico e lombalgie da movimentazione; numerose medicazioni non registrate in modo uniforme; near miss quasi assenti. Il RSPP riceve il mandato di costruire un sistema di misura.
Primo passo, i dati: manuale di classificazione degli eventi, ore lavorate mensili dei diretti e dei somministrati dall'ufficio paghe e dall'agenzia, ore delle imprese esterne da contratto e badge, riconciliazione dello storico con il cruscotto infortuni INAIL. Secondo passo, gli indicatori: indice di frequenza e TRIR su dodici mesi mobili; near miss ogni cento lavoratori per turno; percentuale di controlli pre-uso dei carrelli registrati; violazioni dei percorsi pedonali rilevate nelle osservazioni; azioni chiuse nei tempi; formazione valida per mansione inclusi i somministrati.
Terzo passo, il governo: cruscotto settimanale per i capiturno, mensile per il direttore, trimestrale per l'amministratore delegato, con soglie e commenti. Quarto passo, la leva economica: separazione dei percorsi finanziata in parte con un bando ISI, domanda OT23 con interventi selezionati dal modulo, calcolo del costo medio di un infortunio. Dopo il primo anno i near miss crescono molto, le medicazioni emergono e l'indice di frequenza inizialmente non cambia: è il segnale che il sistema sta funzionando, perché finalmente vede.