Questo blocco tiene insieme due famiglie di rischio che nel documento di valutazione vengono spesso trattate in modo frettoloso. La prima è quella degli agenti biologici, disciplinata dal Titolo X del D.Lgs. 81/08, articoli da 266 a 286, con gli allegati da XLIV a XLVIII. La seconda riguarda i rischi che nascono dall'organizzazione del lavoro: turni e lavoro notturno, lavoro isolato, lavoro agile, violenza e molestie, fatica.
Il filo che lega le due parti è l'articolo 28, che impone di valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale. Né un batterio né un orario notturno compaiono nel ciclo produttivo come una pressa o un carroponte, eppure entrambi producono infortuni e malattie misurabili.
Il percorso parte dalle definizioni e dalla classificazione degli agenti biologici, passa per gli obblighi del datore di lavoro, le misure di contenimento, la sorveglianza sanitaria e il registro degli esposti, poi entra nei settori non sanitari dove il rischio è meno visibile: raccolta rifiuti, depurazione, zootecnia, impianti con Legionella. La seconda metà affronta la dimensione organizzativa con riferimenti al D.Lgs. 66/2003, alla Legge 81/2017 e alla Convenzione ILO 190. Il rischio biologico in sanità e RSA è oggetto di un modulo di specializzazione dedicato e qui viene solo richiamato per confronto con i settori produttivi.