Modulo B comune · Blocco 10/12 (36–40 h) · Slide 4/50

Classificazione degli agenti biologici nei quattro gruppi

L'articolo 268 suddivide gli agenti biologici in quattro gruppi in base a quattro criteri combinati: capacità di causare malattia nell'uomo, gravità della malattia, probabilità di propagazione nella comunità, disponibilità di misure profilattiche o terapeutiche efficaci.

Nel gruppo 1 si trovano agenti che presentano poche probabilità di causare malattie in soggetti umani, come molti lieviti e batteri usati nell'industria alimentare. Il gruppo 2 comprende agenti che possono causare malattie e costituire un rischio per i lavoratori, ma che è poco probabile si propaghino nella comunità e per i quali sono di norma disponibili profilassi o terapie: esempi tipici sono Legionella pneumophila, Clostridium tetani, Leptospira interrogans, Aspergillus fumigatus.

Il gruppo 3 raccoglie agenti che possono causare malattie gravi, costituiscono un serio rischio per i lavoratori e possono propagarsi nella comunità, pur essendo di norma disponibili misure efficaci: Mycobacterium tuberculosis, Brucella, Coxiella burnetii, il virus dell'epatite B, il SARS-CoV-2. Il gruppo 4 è riservato agli agenti che provocano malattie gravi, presentano elevato rischio di propagazione e per i quali di norma non esistono misure efficaci, come i virus Ebola e Marburg.

Il comma 2 aggiunge una regola prudenziale: se un agente non può essere attribuito in modo inequivocabile a un gruppo, va classificato nel gruppo di rischio più elevato tra le possibilità in esame.