Modulo B comune · Blocco 10/12 (36–40 h) · Slide 8/50

Metodo pratico per valutare l'esposizione non deliberata

Nei settori non sanitari la valutazione raramente può contare su campionamenti microbiologici sistematici, perché non esistono valori limite per gli agenti biologici aerodispersi. Il RSPP lavora quindi con un metodo qualitativo o semiquantitativo, documentato in modo trasparente.

Il primo passo è individuare, per ogni mansione, le sorgenti plausibili: reflui, rifiuti, animali, terreno, acqua stagnante, persone. Per ciascuna si ricostruiscono gli agenti ragionevolmente attesi consultando letteratura tecnica, schede INAIL e dati epidemiologici del settore. Poi si stimano frequenza e durata del contatto, quantità di materiale coinvolto, via di esposizione prevalente e operazioni che generano aerosol o schizzi.

Molti modelli attribuiscono un punteggio di pericolosità basato sul gruppo più alto atteso e un punteggio di esposizione basato su frequenza, durata e modalità, combinati in una matrice simile a quella usata per gli altri rischi. Il valore aggiunto non sta nel numero, ma nella descrizione delle condizioni che lo determinano: per esempio pulizia delle griglie di grigliatura con idropulitrice, quindici minuti al giorno, schizzi al volto, senza schermo facciale.

I campionamenti ambientali hanno senso come strumento di verifica in situazioni specifiche: carica microbica e endotossine in un capannone di compostaggio, Legionella negli impianti idrici, muffe in un archivio umido. Vanno confrontati con valori di riferimento di fondo e ripetuti nel tempo.