L'Allegato XLV riporta il segnale di rischio biologico, il simbolo con i tre cerchi intersecati su fondo giallo e bordo nero nella forma triangolare del pericolo. L'articolo 272 ne richiede l'uso e il segnale va collocato in modo che sia visibile all'ingresso delle aree in cui esiste il rischio, non affisso genericamente su una bacheca.
La segnaletica funziona solo se corrisponde a una vera zonizzazione, cioè a una suddivisione degli spazi basata sulla valutazione e riportata in planimetria. In un impianto di depurazione si possono distinguere aree a rischio elevato, come grigliatura, dissabbiatura, sollevamento iniziale e trattamento fanghi, aree a rischio moderato come le vasche di ossidazione, e aree pulite come sala controllo, uffici e locale ristoro. Per ciascuna si definiscono i dispositivi richiesti e le regole di accesso.
Analogamente, in un'azienda di raccolta rifiuti il cassone del compattatore e la zona di scarico della piattaforma sono aree sporche, mentre la cabina dell'automezzo dovrebbe restare pulita: è utile prevedere sacche per riporre i guanti prima di salire e gel igienizzante a bordo. Lo stesso criterio vale per i bagni chimici e i punti di lavaggio mani lungo i percorsi di raccolta.
La zonizzazione aiuta anche gli esterni. Un elettricista di una ditta in appalto che entra nel locale grigliatura per sostituire un motore deve trovare all'ingresso il segnale, le prescrizioni sui DPI e un riferimento a chi contattare in caso di dubbi o incidenti, informazioni da riportare anche nel documento di coordinamento previsto per gli appalti.