Modulo B comune · Blocco 10/12 (36–40 h) · Slide 35/50

Fatica: un fattore di rischio da riconoscere e misurare

Con il termine fatica si indica uno stato di ridotta capacità fisica o mentale derivante da sonno insufficiente, veglia prolungata, carico di lavoro elevato o protratto, o dalla combinazione di questi fattori. Non coincide con la stanchezza percepita: una persona affaticata spesso sottostima il proprio livello di compromissione, come accade con l'alcol.

Si distingue una fatica fisica, legata allo sforzo muscolare e al recupero insufficiente, da una fatica mentale, legata a compiti che richiedono attenzione sostenuta, decisioni ripetute e monitoraggio di sistemi. Il debito di sonno ha un ruolo centrale: dormire cinque ore per diverse notti consecutive produce un calo di prestazione che il lavoratore non percepisce pienamente. Secondo studi sperimentali, restare svegli per un numero di ore prolungato determina riduzioni dei tempi di reazione paragonabili a quelle di un tasso alcolemico vicino ai limiti di legge per la guida.

Le cause organizzative più comuni sono note a chiunque abbia lavorato in produzione: straordinari ripetuti nei periodi di picco, doppi turni per coprire assenze, reperibilità notturne seguite dal turno ordinario, trasferte con lunghi viaggi prima dell'attività, lavoro in ambienti caldi, compiti monotoni di sorveglianza.

Gli effetti sulla sicurezza sono microsonni, errori di omissione, scarsa capacità di rilevare le anomalie, scelte rischiose per finire prima. Un incidente con un carrello in un magazzino alle cinque del mattino, dopo una settimana di doppi turni, va letto anche attraverso questa chiave.