In un centro di distribuzione alimentare un carrellista di 61 anni con trent'anni di esperienza lavora su tre turni, alternando la guida del carrello retrattile in cella frigorifera a più 4 gradi e il carico manuale di cartoni sui roll container. Negli ultimi mesi segnala stanchezza dopo le notti e dolori alla spalla; il medico competente emette un giudizio di idoneità con limitazione alla movimentazione manuale ripetuta sopra la spalla e con esclusione del lavoro notturno per sei mesi.
Il RSPP non si limita a girare il giudizio al capoturno. Analizza la mansione e individua che il carico manuale sopra la spalla nasce dal prelievo dei cartoni dal terzo livello delle scaffalature a gravità: propone di spostare gli articoli più movimentati ai livelli tra ginocchio e spalla, beneficio che vale per tutti i commissionatori. Per i turni, la limitazione al notturno viene gestita inserendo il lavoratore in una rotazione su mattino e pomeriggio, con un turno fisso di affiancamento ai neoassunti durante la formazione pratica sul carrello.
La sua esperienza diventa così una risorsa: è lui a segnalare i punti ciechi della viabilità interna, i varchi dove i pedoni attraversano senza visibilità e le cattive abitudini dei colleghi più giovani. Dopo sei mesi il medico rivaluta, e la limitazione al notturno viene confermata. Nel DVR la scheda di mansione viene aggiornata citando la riorganizzazione delle ubicazioni come misura generale, non come accomodamento individuale.