Modulo B comune · Blocco 11/12 (40–44 h) · Slide 23/50

Età e sicurezza: stereotipi ed errori di gestione

Il primo errore è lo stereotipo dell'anziano lento e inaffidabile, che porta a escludere i lavoratori più esperti dalle attività di miglioramento o a spingerli verso uscite anticipate. Oltre a essere scorretto sul piano tecnico, può configurare discriminazione per età, vietata dal D.Lgs. 216/2003. Lo stereotipo opposto è altrettanto pericoloso: quello del veterano che sa sempre cosa fa e che quindi può derogare alle procedure. Proprio l'eccesso di confidenza, unito alla routine, è all'origine di molti infortuni in manutenzione, ad esempio interventi su macchine non messe in sicurezza perché lo ho sempre fatto così.

Un secondo gruppo di errori riguarda la gestione delle idoneità con limitazioni. Il giudizio viene archiviato dall'ufficio del personale, il preposto non ne conosce il contenuto pratico, e il lavoratore continua a fare ciò che faceva per non sembrare meno capace. Serve una traduzione operativa: quali compiti della mansione sono interessati, chi li svolge al suo posto, con quale attrezzatura.

Terzo errore: valutare i giovani e gli anziani solo per i rischi fisici. Il lavoratore anziano può avere difficoltà con i cambiamenti tecnologici rapidi, come nuovi terminali, software di gestione o pannelli operatore touch, e vivere con ansia la riorganizzazione. Una formazione all'uso dei nuovi strumenti pensata con tempi adeguati, magari in piccoli gruppi, previene errori operativi che avrebbero conseguenze sulla sicurezza, come una sequenza di avviamento sbagliata.