Il rientro al lavoro dopo una patologia oncologica, un infarto, un intervento ortopedico o un lungo periodo di malattia è un momento delicato sia per la salute sia per la sicurezza. L'art. 41, comma 2, lettera e-ter, prevede la visita precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per motivi di salute di durata superiore a sessanta giorni continuativi, per verificare l'idoneità alla mansione. Molti casi, però, si presentano con esigenze che vanno oltre la singola visita: affaticabilità, terapie in corso, controlli periodici, effetti collaterali come riduzione della forza o della sensibilità alle mani.
Un approccio efficace è il rientro graduale concordato: riduzione temporanea dell'orario, esclusione per alcune settimane dai compiti più gravosi, possibilità di pause aggiuntive, verifica periodica con il medico competente. Per le patologie oncologiche la legge riconosce ai lavoratori del settore privato il diritto alla trasformazione del rapporto in part-time quando ricorrono le condizioni previste.
La riservatezza va protetta con cura: i colleghi e il preposto devono conoscere solo le limitazioni operative, non la malattia. Il RSPP deve anche considerare gli effetti dei farmaci sulla sicurezza: alcuni antidolorifici oppioidi, ansiolitici o antistaminici riducono la vigilanza e possono rendere incompatibile, temporaneamente, la guida di mezzi o il lavoro su macchine pericolose. In questi casi la segnalazione al medico competente, anche da parte del lavoratore stesso, va incoraggiata e non sanzionata.