Modulo B comune · Blocco 11/12 (40–44 h) · Slide 39/50

Errori ricorrenti nella gestione di alcol e sostanze

Il primo errore è l'etilometro fatto in portineria o dall'ufficio del personale, magari con un apparecchio acquistato online: oltre a violare l'art. 15 della L. 125/2001, produce dati sanitari trattati illecitamente e risultati inutilizzabili. Il secondo è il controllo a tappeto senza programma: test fatti solo dopo un litigio o solo a lavoratori sgraditi diventano strumenti di pressione e alimentano il contenzioso.

Il terzo errore consiste nell'elenco delle mansioni a rischio fermo a molti anni prima: nuove attrezzature, come piattaforme elevabili o carrelli, vengono assegnate a lavoratori che non sono mai stati inseriti nei controlli. Il quarto è l'incoerenza tra regole e prassi: si vieta l'alcol nei reparti ma alla mensa aziendale viene servito vino a pranzo a tutti, compresi gli autisti in partenza nel pomeriggio, oppure si organizzano brindisi di fine anno in reparto con le linee in funzione.

Il quinto errore è trattare il problema solo in chiave punitiva. Un lavoratore che sa di poter essere licenziato al primo sospetto tenderà a nascondere la dipendenza fino all'incidente; uno che sa di poter chiedere aiuto, sospendere temporaneamente la mansione a rischio e conservare il posto durante il percorso terapeutico ha un incentivo a farsi avanti. Infine si dimenticano i farmaci: un lavoratore in trattamento con sedativi o alcuni antistaminici può avere effetti sulla vigilanza simili a quelli dell'alcol, e deve sapere che può e deve parlarne con il medico competente.