I controlli intercettano una parte del problema, ma il consumo a rischio di alcol è diffuso anche tra lavoratori che non svolgono mansioni dell'elenco e che, tuttavia, guidano per andare al lavoro, usano attrezzature o lavorano in quota occasionalmente. Per questo molte aziende inseriscono la prevenzione dell'abuso in programmi più ampi di promozione della salute nei luoghi di lavoro, noti come Workplace Health Promotion, che toccano anche fumo, alimentazione, attività fisica e sonno.
Alcune esperienze regionali hanno sviluppato reti di aziende che promuovono la salute, con pratiche validate e un sistema di riconoscimento. Gli interventi più efficaci combinano informazione chiara, ambiente coerente e accesso facilitato all'aiuto: ad esempio una giornata con il medico competente sugli effetti dell'alcol alla guida, la rimozione delle bevande alcoliche dai distributori, la disponibilità di acqua fresca e bevande analcoliche nelle aree di lavoro calde, un contatto riservato con i servizi territoriali.
Il RSPP può misurare l'effetto di queste iniziative con indicatori semplici, come la partecipazione agli incontri, le richieste di colloquio al medico competente, gli eventi segnalati di sospetta alterazione, e riferirne nella riunione periodica dell'art. 35. È anche il contesto in cui affrontare il tema del sonno e dei turni notturni, che come l'alcol riduce la vigilanza e i tempi di reazione. La relazione sanitaria anonima del medico competente aiuta a capire se il programma intercetta davvero i bisogni della popolazione aziendale.