L'inventario delle sostanze, costruito a partire dalle schede di dati di sicurezza, conta una sessantina di prodotti tra vernici, diluenti, sgrassanti, oli, fluidi lubrorefrigeranti, gas tecnici e prodotti per la manutenzione. Molti risultano inutilizzati da anni e vengono eliminati: è la prima misura di prevenzione, poco costosa e immediata. Per i rimanenti si leggono le indicazioni di pericolo e si confrontano con le modalità d'uso reali.
Il punto più delicato sono i fumi di saldatura, che l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato come cancerogeni per l'uomo. Nell'officina si saldano prevalentemente acciai al carbonio, ma una commessa ricorrente riguarda componenti in acciaio inossidabile, la cui saldatura può liberare composti del cromo esavalente e del nichel: per quelle lavorazioni la valutazione deve seguire il Capo II del Titolo IX, con la priorità alla riduzione dell'esposizione al livello più basso tecnicamente possibile. Le misure ambientali confermano che l'aspirazione generale non basta e che le torce senza aspirazione localizzata producono le esposizioni più elevate.
Per la verniciatura si misurano i solventi in cabina e durante la pulizia delle pistole, eseguita fuori dalla cabina su un banco senza aspirazione. Il piano d'azione prevede torce aspirate e bracci mobili, uno spazio di saldatura dedicato per l'inossidabile, lavapistole chiuso, revisione dei DPI respiratori con prova di tenuta e aggiornamento del registro degli esposti per le lavorazioni rientranti nel Capo II.