Prima di chiudere la stima dei rischi il RSPP confronta le proprie conclusioni con quello che è effettivamente accaduto. L'analisi degli ultimi cinque anni mostra ventidue infortuni, quasi tutti di gravità contenuta: ferite da taglio nella manipolazione delle lamiere, corpi estranei negli occhi durante la molatura, contusioni nella movimentazione dei pezzi, una distorsione per inciampo in un'area di stoccaggio disordinata. Un infortunio più grave ha riguardato lo schiacciamento di una mano durante la sostituzione degli utensili su una pressa piegatrice.
Per questo evento il RSPP costruisce un albero dei guasti a ritroso, ponendo come evento di vertice lo schiacciamento durante il cambio utensile. Le combinazioni di cause emerse sono due: macchina lasciata in modalità di regolazione senza protezioni attive e assenza di una procedura scritta per il cambio utensile, oppure intervento di un secondo operatore che ha azionato il pedale non sapendo che il collega aveva le mani nella zona utensile. Entrambi i rami confermano le priorità già indicate dalla FMEA.
I quasi infortuni segnalati sono pochi e concentrati in magazzino, segno più di una scarsa abitudine alla segnalazione che di un'effettiva assenza di eventi negli altri reparti. Il RSPP propone una scheda semplice, la restituzione mensile ai lavoratori di quanto è stato fatto dopo ogni segnalazione e l'inserimento del numero di segnalazioni tra gli indicatori seguiti dalla direzione.