Modulo B comune · Blocco 1/12 (0–4 h) · Slide 27/50

Confronto pratico tra le tecniche di analisi

Dopo aver visto le tecniche singolarmente, conviene confrontarle per orientarsi. La check list è rapida, economica e ripetibile, ideale per verifiche periodiche e per aree standard, ma non scopre ciò che non contiene. Il what-if è flessibile e richiede poca preparazione, adatto a processi, attività di manutenzione e cambiamenti; dipende però molto dall'esperienza del gruppo.

La HAZOP è la più sistematica per impianti con fluidi e processi continui, ma costa molto in tempo e richiede schemi aggiornati e un facilitatore esperto. La FMEA è ottima per macchine, componenti e sequenze di lavoro, e produce una graduatoria delle priorità; si appesantisce rapidamente se il sistema ha molti componenti e tende a trascurare i guasti combinati.

L'albero dei guasti è insuperabile per capire come si arriva a un singolo evento grave e per valutare la ridondanza delle protezioni, ma richiede di aver già individuato quell'evento e non dice nulla sugli altri. L'albero degli eventi è adatto a studiare le barriere di mitigazione e l'emergenza. Il bow-tie è il migliore per comunicare e per gestire nel tempo le barriere, meno per la quantificazione.

Nella pratica le tecniche si combinano. Una sequenza frequente prevede una check list per la mappatura generale, un what-if o una HAZOP per individuare gli scenari rilevanti, una FMEA sulle macchine critiche, un albero dei guasti sullo scenario peggiore e un bow-tie finale per presentare il risultato a direzione e preposti e per controllare periodicamente lo stato delle barriere.