Applicare l'ALARP significa confrontare il costo di una misura con il beneficio atteso. Il costo comprende investimento, manutenzione, perdita di produttività; il beneficio è la riduzione del rischio, che può essere stimata in modo qualitativo oppure, nelle analisi più strutturate, in termini di danni evitati. La misura va adottata a meno che il costo non sia grossolanamente sproporzionato: non basta che costi più del beneficio, deve costare molto di più. E più alto è il rischio di partenza, maggiore è la sproporzione richiesta per poter rinunciare alla misura.
Nel sistema italiano il riferimento è più rigoroso. L'articolo 2087 del codice civile impone all'imprenditore di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica dei lavoratori. La giurisprudenza ha a lungo parlato di massima sicurezza tecnologicamente possibile; la Corte costituzionale, in una pronuncia del 1996 relativa alla normativa sul rumore, ha precisato che il riferimento va inteso alle misure generalmente praticate e ai dispositivi di sicurezza acquisiti nei diversi settori.
Ne deriva un'indicazione operativa: il costo non è mai una giustificazione sufficiente per non adottare una misura che è ormai standard nel settore. L'argomento economico può invece servire a scegliere tra soluzioni alternative di pari efficacia, o a decidere la tempistica di misure aggiuntive oltre lo stato dell'arte. Il RSPP deve tenere ben separati questi due piani quando presenta proposte alla direzione.