Il documento di valutazione dei rischi fotografa i pericoli e indica le misure, ma da solo non garantisce che quelle misure vengano applicate ogni giorno, da persone diverse, su turni diversi e con imprese esterne che entrano e escono dallo stabilimento. L'articolo 28, comma 2, lettera d) del D.Lgs. 81/08 lo dice in modo esplicito: il DVR deve individuare le procedure per l'attuazione delle misure e i ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere. La sicurezza diventa quindi una questione di organizzazione: chi fa cosa, quando, con quali strumenti e come si verifica che sia stato fatto.
Questo blocco del Modulo B affronta proprio il passaggio dalla valutazione alla gestione quotidiana. I temi sono quattro: il sistema di gestione della salute e sicurezza in chiave operativa, la documentazione che traduce le misure in comportamenti (procedure e istruzioni), il permesso di lavoro come strumento di controllo delle attività non routinarie, e la gestione degli appalti, dei contratti d'opera, della somministrazione e dei fornitori, con l'articolo 26 letto riga per riga dal punto di vista di chi deve applicarlo.
Per il RSPP e l'ASPP il cambio di prospettiva è netto. In un'officina metalmeccanica con 80 addetti, il problema raramente è sapere che la pressa va protetta: è far sì che il manutentore esterno, chiamato di sabato per un guasto, trovi la macchina isolata, sappia a chi rivolgersi e lasci traccia di cosa ha fatto. Questo è il terreno su cui si misura l'efficacia del servizio di prevenzione.