Gran parte dei permessi di lavoro richiede che l'impianto sia preventivamente reso inerte, ovvero separato da tutte le fonti di energia che potrebbero ferire chi interviene. Le energie da considerare non sono solo quella elettrica: ci sono l'energia pneumatica e idraulica accumulata in circuiti e accumulatori, l'energia meccanica di organi in rotazione o di molle, l'energia potenziale di parti sollevate, quella termica e quella chimica di fluidi in linea.
Il concetto di base è la sequenza identificare, separare, bloccare, segnalare, verificare. Si identificano tutti i punti di sezionamento, si aprono, si bloccano con dispositivi che impediscono la richiusura, si appongono cartellini con nome e data, si scaricano le energie residue e si verifica l'assenza di energia con un tentativo di avviamento o con uno strumento. Ogni persona che lavora sull'impianto applica il proprio lucchetto, e l'impianto torna in servizio solo quando l'ultimo lucchetto è stato rimosso dal suo proprietario.
Il permesso documenta questi passaggi indicando i punti di isolamento e chi li ha eseguiti. In una linea di verniciatura con robot, ad esempio, isolare solo il quadro elettrico principale lascerebbe pressurizzato il circuito dell'aria compressa che muove le pinze. Le tecniche dettagliate di isolamento e bonifica per gli impianti di processo sono sviluppate nella specializzazione chimica; qui conta comprendere che un permesso senza un isolamento verificato è solo un foglio firmato.