Modulo B comune · Blocco 2/12 (4–8 h) · Slide 45/50

Caso logistico: facchinaggio, autisti e baie di carico

In un polo logistico di distribuzione la presenza di soggetti esterni è continua e multiforme. Ci sono la cooperativa che gestisce il facchinaggio in appalto, la ditta di manutenzione dei carrelli e delle porte sezionali, l'impresa di pulizie e soprattutto decine di autotrasportatori al giorno, dipendenti di vettori diversi, che si presentano alle baie per caricare e scaricare.

L'appalto di facchinaggio richiede attenzione alla genuinità: la cooperativa deve avere propri capisquadra, proprie attrezzature o un contratto di comodato documentato per quelle del committente, una propria valutazione dei rischi e una formazione coerente, con l'abilitazione all'uso dei carrelli elevatori. Le interferenze tipiche sono la condivisione delle corsie con i carrelli del committente e la contemporaneità tra ricevimento merci e prelievo.

Per gli autisti la gestione è diversa, perché la presenza è breve e ripetuta. Funziona un regolamento di sito consegnato all'ingresso, eventualmente plurilingue con pittogrammi, che stabilisca dove l'autista deve sostare durante le operazioni, se può o meno salire sul pianale, l'obbligo di giubbotto ad alta visibilità e scarpe di sicurezza, il sistema di blocco del mezzo alla baia per impedire partenze premature con il carrello ancora a bordo del semirimorchio. In molti centri un semaforo collegato al sistema di blocco del camion dà il consenso al carrellista per l'ingresso nel mezzo e all'autista per la partenza. Le regole di viabilità e di carico sono sviluppate nel blocco dedicato alla movimentazione.