L'Allegato IV stabilisce che nei luoghi di lavoro chiusi è necessario far sì che, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente, anche ottenuta con impianti di aerazione. Se viene utilizzato un impianto, esso deve essere sempre mantenuto funzionante e ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori. Gli impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione, e qualsiasi sedimento o sporcizia che possa comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente.
Per quantificare l'aria esterna si fa riferimento alla UNI EN 16798-1 e alla UNI 10339, che per gli uffici indica portate dell'ordine di 11 litri al secondo per persona. Un indicatore pratico della qualità del ricambio è la concentrazione di anidride carbonica: valori stabilmente sotto circa 1000 parti per milione indicano in genere un ricambio adeguato agli occupanti, mentre valori molto più alti nelle sale riunioni affollate segnalano portate insufficienti.
Per la manutenzione igienica delle unità di trattamento aria e delle canalizzazioni esistono linee guida approvate in sede di Conferenza tra Stato e Regioni. Il RSPP verifica il registro degli interventi, la sostituzione dei filtri, la pulizia delle batterie e delle vasche di raccolta condensa.