Secondo caso: sede amministrativa di una società di servizi con 60 impiegati in un open space al secondo piano di un edificio direzionale, facciata vetrata esposta a sud-ovest, impianto di climatizzazione centralizzato. I lavoratori lamentano mal di testa, occhi stanchi, caldo nel pomeriggio e freddo al mattino. La valutazione parte dalla classificazione delle mansioni: tutti superano le venti ore settimanali al videoterminale, quindi si applicano integralmente pause, sorveglianza sanitaria e requisiti dell'Allegato XXXIV.
Il sopralluogo rileva quindici postazioni con la finestra alle spalle e riflessi evidenti sugli schermi, dieci portatili usati senza tastiera esterna, sedute con schienale rotto o meccanismi bloccati. Le misure microclimatiche mostrano nel pomeriggio estivo una temperatura dell'aria accettabile ma una temperatura radiante elevata vicino alla vetrata, con PMV fuori dalla categoria B; al mattino, bocchette di mandata dirette sulle scrivanie con indice di corrente d'aria alto. La CO2 nella sala riunioni supera ampiamente i 1000 ppm dopo un'ora.
Le azioni comprendono la rotazione delle scrivanie per avere la linea di sguardo parallela alla facciata, tende tecniche esterne o interne a lamelle, dotazione di monitor e periferiche esterne, sostituzione delle sedute, riorientamento dei diffusori e aumento della portata d'aria esterna nella sala riunioni. Si chiude con una sessione formativa alla postazione e la ripetizione delle misure, per dimostrare l'efficacia degli interventi.