Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 6/50

Sorgenti di innesco presenti in un'azienda tipo

Individuare le sorgenti di innesco è la parte più concreta della valutazione. La norma tecnica UNI EN 1127-1, dedicata alla prevenzione delle esplosioni, ne propone un elenco utile anche per l'incendio: superfici calde, fiamme e gas caldi, scintille di origine meccanica, materiale elettrico, correnti vaganti e protezione catodica, elettricità statica, fulmine, onde elettromagnetiche a radiofrequenza, radiazioni ottiche e ionizzanti, ultrasuoni, compressione adiabatica e onde d'urto, reazioni esotermiche compresa l'autoaccensione delle polveri.

Tradotto in un reparto metalmeccanico significa: saldatrici e cannelli, mole e smerigliatrici che proiettano scintille a diversi metri, cuscinetti surriscaldati di nastri trasportatori, resistenze di forni e di termoformatrici, quadri elettrici con morsetti allentati, prolunghe arrotolate sovraccaricate, caricabatterie dei carrelli elevatori. In un ufficio le cause ricorrenti sono stufette elettriche, ciabatte collegate in cascata, apparecchi lasciati in carica incustoditi e mozziconi di sigaretta.

Nei magazzini logistici un innesco tipico è il carrello con motore termico che opera vicino a materiali sciolti, oppure un proiettore alogeno installato a contatto con la merce sugli scaffali. Nei cantieri prevalgono i lavori a caldo su coperture con guaine bituminose e materiali isolanti. Per ciascuna sorgente occorre chiedersi se è eliminabile, se può essere allontanata dal combustibile, se è sorvegliata e da chi.