Il Codice, al capitolo G.2, e l'allegato I del minicodice descrivono un percorso in fasi che il RSPP può applicare in modo strutturato. La prima fase è l'individuazione dei pericoli di incendio: materiali combustibili e infiammabili, loro quantità e modalità di deposito, sorgenti di innesco, lavorazioni pericolose, condizioni di ventilazione e possibili interazioni tra combustibile e innesco.
La seconda è la descrizione del contesto e dell'ambiente in cui i pericoli sono inseriti: geometria dei locali, compartimentazione, caratteristiche degli occupanti, presenza di persone con limitate capacità motorie o sensoriali, lavoratori esterni e visitatori, vie d'esodo disponibili, impianti tecnologici, accessibilità per i mezzi di soccorso. La terza consiste nella determinazione qualitativa o quantitativa delle conseguenze dell'incendio sugli occupanti, sui beni e sull'ambiente, cioè quanto rapidamente il fuoco può crescere e chi può esserne raggiunto. La quarta è l'individuazione delle misure preventive che eliminano o riducono i pericoli.
Da questo lavoro derivano l'attribuzione dei profili di rischio e la scelta delle strategie antincendio con i relativi livelli di prestazione. L'esito va riportato nel DVR, o in un documento specifico a esso allegato, con la data certa richiesta dall'articolo 28 e il riferimento a planimetrie aggiornate. Un buon documento elenca anche le ipotesi assunte, per esempio i quantitativi massimi di materiale ammessi in un'area, così da poter verificare nel tempo che restino rispettate.