Prima di qualsiasi impianto, la riduzione della probabilità di incendio passa da misure semplici e spesso trascurate. Ordine e pulizia limitano la quantità di combustibile disperso: imballi vuoti, ritagli di cartone e polveri accumulate su travi e macchine sono il carburante ideale per una propagazione rapida. I rifiuti combustibili vanno raccolti in contenitori chiusi e allontanati con cadenza programmata.
I liquidi infiammabili vanno detenuti nelle quantità strettamente necessarie al turno, in armadi o depositi dedicati e ventilati, con bacini di contenimento e cartellonistica; i travasi si fanno con contenitori idonei e collegamento equipotenziale. Le bombole di gas vanno ancorate, separate per tipologia e lontane da fonti di calore. Il divieto di fumo deve essere reale, con aree fumatori attrezzate lontane da depositi e baie di carico.
Sul fronte degli inneschi servono manutenzione programmata di impianti elettrici e macchine, divieto di apparecchi di riscaldamento portatili non autorizzati, controllo dei caricabatterie e delle zone di ricarica, procedure di autorizzazione per i lavori a caldo con sorveglianza anche dopo la fine dell'intervento. L'esperienza delle indagini sugli incendi industriali mostra che molti eventi nascono durante manutenzioni o fuori orario, quando la sorveglianza è ridotta.
Il compito dell'ASPP è verificare sul campo che queste regole siano applicate, con sopralluoghi documentati e una lista di controllo costruita sugli esiti della valutazione, segnalando ai preposti gli scostamenti.