Il DM 3 agosto 2015, aggiornato più volte negli anni successivi, ha introdotto un approccio prestazionale e flessibile alla prevenzione incendi, al posto di un modello basato su regole prescrittive rigide per singola attività. È organizzato in quattro sezioni: la sezione G contiene generalità, termini, definizioni e la metodologia di progettazione; la sezione S descrive le strategie antincendio; la sezione V raccoglie le regole tecniche verticali per specifiche attività, come uffici, attività commerciali, autorimesse, scuole, alberghi e aree a rischio specifico; la sezione M contiene i metodi dell'ingegneria della sicurezza antincendio.
Il cuore del Codice è la regola tecnica orizzontale, RTO, valida per tutte le attività e composta dalle sezioni G e S. Le regole tecniche verticali, RTV, si applicano insieme alla RTO per alcune attività e ne integrano o modificano le prescrizioni. Il campo di applicazione originario era facoltativo e alternativo alle norme tradizionali; con le modifiche introdotte nel 2019 il Codice è diventato obbligatorio per molte attività soggette prive di una regola tecnica specifica, superando il cosiddetto doppio binario.
Per il RSPP la conseguenza è che i progetti antincendio presentati ai Vigili del fuoco per un capannone industriale sono ormai redatti quasi sempre secondo il Codice. Saper riconoscere nella relazione tecnica i profili di rischio, le strategie e i livelli di prestazione attribuiti è indispensabile per mantenere nel tempo le condizioni di esercizio dichiarate.