Il Codice e il minicodice chiedono di considerare espressamente gli occupanti con specifiche necessità: persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive, lavoratrici in gravidanza avanzata, lavoratori temporaneamente infortunati con stampelle, visitatori anziani. La progettazione dell'esodo deve garantire a tutti la possibilità di raggiungere un luogo sicuro o un luogo sicuro temporaneo dove attendere assistenza.
Gli strumenti previsti includono gli spazi calmi, cioè luoghi sicuri temporanei dove una persona che non può usare le scale attende i soccorsi in condizioni protette, dotati di sistemi di comunicazione bidirezionale con chi coordina l'emergenza; ascensori antincendio o di soccorso negli edifici che li prevedono; percorsi senza gradini verso l'esterno; allarmi ottici in aggiunta a quelli acustici per le persone con disabilità uditive, per esempio nei servizi igienici.
Sul piano organizzativo serve un'assistenza individuata in anticipo: nel piano di emergenza vanno indicati gli addetti che si occupano di ciascuna persona con necessità note, con prove pratiche periodiche e ausili come sedie di evacuazione per scale. Chi ha difficoltà temporanee va segnalato al coordinatore dell'emergenza, nel rispetto della riservatezza dei dati sanitari.
Un errore ricorrente è progettare un ufficio al primo piano senza spazio calmo, dando per scontato che i colleghi porteranno in braccio la persona. Il trasporto improvvisato su una scala invasa dal fumo espone a cadute sia l'assistito sia i soccorritori.