La scelta dell'agente estinguente deve partire dall'elenco dei combustibili individuati nella valutazione, non dall'abitudine di comprare solo estintori a polvere. La polvere polivalente da 6 kg è versatile ed è adatta in molti reparti produttivi e magazzini, ma in ambienti chiusi riduce drasticamente la visibilità, irrita le vie respiratorie e lascia residui corrosivi su macchinari, quadri elettrici e apparecchiature elettroniche.
Accanto ai quadri elettrici, alle sale server e ai banchi di collaudo è preferibile l'anidride carbonica, che non lascia residui; va però ricordato che l'erogazione raffredda fortemente il cono, con rischio di ustioni da freddo se impugnato in modo scorretto, e che in locali piccoli e chiusi può creare concentrazioni pericolose per chi interviene. Negli uffici e negli archivi gli estintori a schiuma o ad acqua additivata garantiscono buona efficacia sui solidi e possono essere usati su apparecchi in tensione entro i limiti indicati in etichetta.
Nelle cucine delle mense aziendali servono estintori per classe F vicino alle friggitrici, oltre alla coperta antifiamma. Nelle aziende che lavorano magnesio, titanio o alluminio in polvere servono estintori specifici per classe D e procedure dedicate, perché gli estintori ordinari possono peggiorare l'evento. Nei locali di ricarica delle batterie al litio di carrelli, monopattini o utensili l'incendio ha un comportamento particolare, con possibile riaccensione: conviene valutare con il fornitore soluzioni specifiche e privilegiare la prevenzione, cioè separazione e controllo della ricarica.