La rete di idranti è un impianto fisso costituito da un'alimentazione idrica, una rete di tubazioni ad anello o a pettine permanentemente in pressione, valvole di intercettazione e terminali di erogazione. La UNI 10779 ne disciplina progettazione, installazione ed esercizio e distingue tre livelli di pericolosità, dal livello 1 per aree con basso carico di incendio e modesta probabilità di propagazione al livello 3 per aree con carichi elevati e rapida propagazione. Dal livello dipendono il numero di terminali da considerare contemporaneamente in funzione, la portata, la pressione e la durata dell'alimentazione.
I terminali comprendono idranti a muro, generalmente con attacco DN 45 e manichetta flessibile appiattibile; naspi DN 25 con tubazione semirigida avvolta su bobina, più semplici da usare per personale poco esperto perché non richiedono di srotolare completamente la tubazione; idranti esterni soprasuolo o sottosuolo con attacchi DN 70 per la protezione esterna e per i Vigili del fuoco. È di norma presente un attacco di mandata per autopompa che permette ai soccorritori di alimentare la rete dall'esterno.
L'uso di un idrante richiede addestramento pratico specifico e almeno due persone. Le manichette vanno stese senza pieghe, la lancia va impugnata saldamente perché la reazione del getto è forte, e prima di intervenire con acqua su un quadro o una macchina occorre togliere tensione. Nel piano di emergenza va chiarito chi può usare gli idranti: in molte aziende sono riservati agli addetti formati e ai soccorritori esterni.