Gli impianti automatici intervengono senza bisogno di persone presenti e sono decisivi dove l'incendio può crescere rapidamente o dove i beni da proteggere hanno grande valore. Lo sprinkler è il più diffuso: una rete di tubazioni sotto il soffitto o all'interno delle scaffalature, con erogatori chiusi da un'ampolla di liquido termosensibile o da un elemento fusibile che si apre a una temperatura stabilita. Si aprono solo gli erogatori raggiunti dal calore, e questo smentisce un luogo comune: non si attiva tutto l'impianto, ma solo la zona coinvolta. Esistono impianti a umido, sempre pieni d'acqua, a secco per ambienti soggetti a gelo, a preallarme e a diluvio.
Per i magazzini con scaffalature alte la progettazione deve tenere conto dell'altezza di stoccaggio, della merceologia e del tipo di imballo: la variazione di uno di questi parametri può rendere l'impianto inadeguato anche se fisicamente intatto. È una delle ragioni per cui un cambio dei prodotti stoccati va comunicato al progettista e alla compagnia assicurativa.
Gli impianti a gas, con gas inerti come azoto e argon o con agenti chimici, proteggono sale server, archivi e cabine elettriche saturando il locale. Prima della scarica è previsto un preallarme che consente l'evacuazione, e il personale deve conoscere la procedura e il significato della segnaletica. Gli impianti ad acqua nebulizzata, a schiuma e ad aerosol completano il quadro per applicazioni specifiche, come macchine utensili con olio intero, cabine di verniciatura e banchi prova motori.