Modulo B comune · Blocco 4/12 (12–16 h) · Slide 43/50

Classificazione delle zone per gas e vapori: 0, 1, 2

L'allegato XLIX del D.Lgs. 81/08 suddivide le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive in zone, secondo la frequenza e la durata della presenza dell'atmosfera esplosiva. Per gas, vapori e nebbie la zona 0 è un'area in cui un'atmosfera esplosiva è presente continuamente o per lunghi periodi o frequentemente; la zona 1 è un'area in cui è probabile che si formi occasionalmente durante le normali attività; la zona 2 è un'area in cui non è probabile che si formi durante le normali attività e, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

La metodologia tecnica di riferimento è la norma CEI EN IEC 60079-10-1, affiancata in Italia dalla guida CEI 31-35. La classificazione parte dal grado di emissione di ogni sorgente, continuo, primo o secondo, e dalla ventilazione, valutata per efficacia e disponibilità. In linea generale un'emissione di grado continuo genera una zona 0, di primo grado una zona 1, di secondo grado una zona 2, ma una ventilazione efficace e sempre disponibile può ridurre l'estensione o il tipo di zona, mentre una ventilazione scarsa la peggiora.

Esempi tipici: l'interno di un serbatoio di solvente sopra il pelo libero è zona 0; l'intorno di una bocca di carico aperta durante il travaso è zona 1; l'intorno di una flangia su una tubazione in buono stato, che emette solo in caso di guasto, è zona 2. L'estensione si esprime in metri o con volumi definiti e va riportata su planimetrie e sezioni. Una classificazione senza calcoli né giustificazioni è soltanto un disegno.