Il rischio di esplosione non riguarda solo raffinerie e industrie chimiche. In una carrozzeria o in un reparto di verniciatura industriale sono aree classificate l'interno della cabina durante l'applicazione, l'area di preparazione delle vernici, il locale di deposito dei solventi e i condotti di aspirazione. Nel deposito, i travasi da fusti richiedono pompe adatte, collegamento equipotenziale e messa a terra dei contenitori.
Nei locali di ricarica delle batterie al piombo dei carrelli elevatori la carica genera idrogeno, che ha un campo di infiammabilità molto ampio e una bassissima energia di accensione. La norma tecnica sui locali di ricarica stabilisce la ventilazione necessaria; con ventilazione adeguata la zona può risultare trascurabile, ma va comunque verificato che prese, lampade e caricabatterie non si trovino nei punti alti dove l'idrogeno si accumula. Nelle centrali termiche a metano e nelle cabine di riduzione la classificazione riguarda l'intorno di valvole e regolatori.
Nelle falegnamerie e nei mobilifici l'impianto di aspirazione delle polveri di legno, con filtro e silo di raccolta, è il cuore del rischio. Nelle industrie alimentari lo sono silos di farina e zucchero, mulini e trasporti pneumatici. Nei depuratori e negli impianti di trattamento dei fanghi può svilupparsi biogas contenente metano. In metalmeccanica le polveri di rettifica e lucidatura di alluminio e magnesio raccolte dagli aspiratori sono particolarmente reattive. In tutti questi casi la domanda iniziale è la stessa: esiste una valutazione ATEX firmata e aggiornata?