Seguendo la gerarchia dell'articolo 289, la prima famiglia di misure impedisce la formazione dell'atmosfera esplosiva: sostituire un solvente con un prodotto a base acqua o con punto di infiammabilità elevato, lavorare in sistemi chiusi, migliorare la tenuta di flange e guarnizioni, aspirare alla fonte, ventilare i locali, mantenere la concentrazione ben sotto il limite inferiore con monitoraggio in continuo, inertizzare serbatoi e mulini con azoto portando l'ossigeno sotto la concentrazione limite.
La seconda famiglia evita l'accensione: apparecchi elettrici e non elettrici della categoria adatta alla zona, messa a terra e collegamenti equipotenziali di tubazioni, fusti e cisterne per scaricare l'elettricità statica, pavimenti e calzature dissipative, indumenti antistatici conformi alla serie UNI EN 1149 per chi lavora in zona, utensili adatti, divieto di dispositivi elettronici non certificati, permessi di lavoro a caldo con misura preventiva dell'atmosfera.
La terza famiglia attenua gli effetti: costruzione resistente all'esplosione, pannelli di sfogo dimensionati secondo le norme tecniche e orientati verso aree non frequentate, sistemi di soppressione che iniettano agente estinguente in pochi millisecondi, dispositivi di isolamento come valvole rotative e barriere sulle tubazioni che impediscono la propagazione tra apparecchi collegati.
Completano il quadro le misure organizzative: formazione specifica per chi opera in zona, segnaletica, procedure di pulizia, gestione delle modifiche e coordinamento con le imprese esterne secondo l'articolo 292.