Consideriamo un trapano a colonna degli anni Ottanta in un'officina di manutenzione di uno stabilimento meccanico. Al sopralluogo risultano: mandrino e punta privi di schermo; trasmissione a cinghia con carter apribile a mano; interruttore a leva sul fianco che permette il riavvio spontaneo dopo un'interruzione di tensione; nessun arresto di emergenza; morsa assente, con i pezzi tenuti a mano durante la foratura.
La valutazione individua come pericolo principale l'impigliamento di guanti, maniche o capelli nel mandrino rotante, insieme alla rotazione del pezzo non bloccato. Gli interventi coerenti con l'Allegato V sono: schermo regolabile del mandrino con micro di interblocco che impedisca l'avviamento a schermo sollevato; carter della trasmissione fissato con viti, apribile solo con attrezzo, oppure interbloccato; quadretto di comando con pulsanti di marcia e arresto e bobina di minima tensione; fungo di emergenza a ritenuta facilmente raggiungibile; morsa fissata alla tavola.
A livello organizzativo si aggiungono un'istruzione operativa con il divieto di usare guanti durante la rotazione, la regola dei capelli raccolti e degli indumenti aderenti, la formazione registrata degli addetti e l'inserimento nel piano di controllo periodico della funzionalità dell'interblocco.
Questo semplice esempio mostra la logica dell'intero blocco: prima le misure costruttive, poi quelle organizzative, infine il comportamento, documentando ogni passaggio.