Modulo B comune · Blocco 5/12 (16–20 h) · Slide 31/50

Il processo di valutazione del rischio secondo la ISO 12100

La UNI EN ISO 12100 descrive un processo iterativo che il fabbricante applica in progettazione, ma che il servizio di prevenzione può usare con profitto anche per valutare una macchina già in uso. Il primo passo è la determinazione dei limiti della macchina: limiti d'uso, cioè uso previsto, uso scorretto ragionevolmente prevedibile, modalità di funzionamento, livello di formazione degli utilizzatori; limiti di spazio, come ampiezza dei movimenti e spazi per l'operatore; limiti di tempo, legati alla durata dei componenti soggetti a usura.

Segue l'identificazione dei pericoli, delle situazioni pericolose e degli eventi pericolosi lungo tutte le fasi di vita: trasporto, installazione, regolazione, produzione, cambio formato, pulizia, ricerca guasti, manutenzione, smantellamento. L'allegato della norma propone un elenco di pericoli meccanici, elettrici, termici, da rumore, vibrazioni, radiazioni, materiali, ergonomici e legati all'ambiente.

La stima del rischio combina la severità del danno possibile con la probabilità che si verifichi, a sua volta scomposta in esposizione della persona, probabilità che l'evento pericoloso accada e possibilità di evitare o limitare il danno. La ponderazione decide se la riduzione del rischio è stata adeguata.

L'errore più comune, quando si applica il metodo alle macchine esistenti, è valutare soltanto la fase di produzione: gli infortuni gravi si concentrano invece nelle fasi di regolazione, pulizia e sblocco inceppamenti, dove le protezioni vengono più spesso escluse.