Modulo B comune · Blocco 5/12 (16–20 h) · Slide 33/50

Dispositivi di protezione sensibili e distanze di sicurezza

Quando un riparo materiale ostacolerebbe troppo il lavoro, come nell'alimentazione manuale di una pressa piegatrice o nell'accesso a un pallettizzatore, si ricorre a dispositivi di protezione che rilevano la presenza della persona e comandano l'arresto. Le barriere fotoelettriche di sicurezza, gli scanner laser, i tappeti e i bordi sensibili alla pressione appartengono a questa famiglia; i dispositivi elettrosensibili sono disciplinati dalla serie IEC 61496 e vanno scelti con un tipo e un livello di prestazione coerenti con la funzione di sicurezza richiesta.

Questi dispositivi non impediscono fisicamente il raggiungimento della zona pericolosa: la loro efficacia dipende dal fatto che la macchina si fermi prima che la mano o il corpo arrivino al pericolo. La UNI EN ISO 13855 fornisce la formula per calcolare la distanza minima di installazione: S uguale a K per T più C, dove K è la velocità di avvicinamento del corpo, assunta pari a 2000 millimetri al secondo per distanze fino a 500 millimetri e a 1600 oltre, T è il tempo complessivo di arresto del sistema e C è una distanza aggiuntiva legata alla capacità di rilevamento del dispositivo.

Ne discende che il tempo di arresto della macchina va misurato e controllato nel tempo: un freno usurato che allunga l'arresto di cento millisecondi rende insufficiente una barriera installata correttamente il giorno del collaudo. Anche i comandi a due mani, regolati dalla UNI EN ISO 13851, rientrano in questa logica di distanza e tempo.