Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 4/50

Tensione, corrente, resistenza e categorie dei sistemi elettrici

Per leggere correttamente il rischio servono tre grandezze. La tensione, misurata in volt, è la differenza di potenziale che spinge le cariche; la corrente, in ampere, è il flusso di cariche che attraversa un conduttore; la resistenza, in ohm, è l'opposizione che il conduttore offre al passaggio. La legge di Ohm le lega: la corrente è uguale alla tensione divisa per la resistenza. È la corrente che attraversa il corpo a produrre il danno, ma è la tensione, insieme all'impedenza del corpo, a determinarne l'intensità.

Le norme CEI classificano i sistemi in categorie. La categoria zero comprende i sistemi fino a 50 volt in corrente alternata e fino a 120 volt in corrente continua non ondulata. La categoria prima arriva fino a 1000 volt in alternata e 1500 in continua: è il campo della bassa tensione tipica degli stabilimenti, con distribuzione a 400 volt trifase e 230 volt monofase. La categoria seconda va oltre questi valori fino a 30.000 volt, ed è quella delle cabine di trasformazione di media tensione presenti in molte aziende manifatturiere. La categoria terza riguarda tensioni superiori a 30.000 volt.

Questa classificazione ha conseguenze operative dirette: l'articolo 82 distingue le regole per i lavori sotto tensione in base proprio alla categoria, e la cabina MT di uno stabilimento richiede procedure, attrezzature e qualifiche diverse rispetto al quadro di reparto. Un dettaglio spesso trascurato è la presenza di condensatori di rifasamento e di inverter, che possono mantenere tensioni pericolose anche dopo l'apertura dell'interruttore.