Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 5/50

Effetti fisiologici della corrente secondo la CEI IEC 60479-1

Il documento tecnico di riferimento sugli effetti della corrente nel corpo umano è la specifica IEC 60479-1, recepita in ambito CEI. Per la corrente alternata a 50 hertz, che attraversa il corpo con percorso mano-piedi, individua zone di effetto in funzione dell'intensità e della durata. Sotto la soglia di percezione, convenzionalmente intorno a 0,5 milliampere, di solito non si avverte nulla. Salendo compaiono formicolio e contrazioni involontarie, poi contrazioni muscolari intense, difficoltà respiratoria e disturbi cardiaci reversibili.

Un passaggio critico è la soglia di rilascio, cioè il valore oltre il quale la persona non riesce più ad aprire la mano che stringe il conduttore. Per un adulto si colloca nell'ordine di una decina di milliampere, con forte variabilità individuale. Superata questa soglia il contatto si prolunga da solo, e il tempo diventa il fattore decisivo, perché la zona di rischio di fibrillazione ventricolare dipende dal prodotto tra corrente e durata. Quando l'esposizione supera la durata di un ciclo cardiaco, bastano alcune decine di milliampere per entrare nella zona in cui la fibrillazione diventa probabile.

Da qui deriva la scelta di 30 milliampere come corrente differenziale nominale per la protezione addizionale e dei tempi di intervento molto brevi richiesti alle protezioni automatiche. La corrente continua è in generale meno pericolosa a parità di intensità, ma non per questo innocua: impianti fotovoltaici, batterie di trazione e sistemi di accumulo espongono a tensioni continue elevate, oggi sempre più diffuse anche nei magazzini e sui tetti dei capannoni.