Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 10/50

Protezione contro i contatti diretti: isolamento, involucri, barriere

La prima linea di difesa contro i contatti diretti è l'isolamento completo delle parti attive, che deve poter essere rimosso solo per distruzione e resistere alle sollecitazioni meccaniche, elettriche, termiche e chimiche dell'ambiente. Quando l'isolamento non è possibile si ricorre a involucri e barriere, che impediscono di raggiungere le parti in tensione.

Il grado di protezione degli involucri si esprime con il codice IP della norma CEI EN 60529. La prima cifra indica la protezione contro l'ingresso di corpi solidi e l'accesso a parti pericolose, la seconda quella contro l'acqua. Il valore minimo di riferimento contro il contatto con un dito è IPXXB o IP2X; per le superfici orizzontali superiori facilmente accessibili la norma impiantistica richiede almeno IPXXD o IP4X, che impedisce l'ingresso di un filo di un millimetro. Una cifra zero o una X indicano rispettivamente protezione assente o non dichiarata.

Involucri e barriere devono poter essere aperti solo con chiave o attrezzo, oppure dopo aver tolto tensione alle parti attive interne, oppure se esiste una seconda barriera interna. In ambienti accessibili solo a personale addestrato sono ammesse misure parziali come ostacoli e distanziamento, mai negli ambienti ordinari. L'interruttore differenziale ad alta sensibilità, con corrente nominale non superiore a 30 milliampere, è riconosciuto solo come protezione addizionale contro i contatti diretti: riduce le conseguenze ma non sostituisce isolamento e involucri, e non interviene se la corrente passa tra due conduttori attivi senza dispersione verso terra.