Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 22/50

Lavoro fuori tensione: la sequenza delle cinque regole

La modalità preferita è sempre il lavoro fuori tensione, che la norma CEI EN 50110-1 organizza in cinque operazioni da eseguire nell'ordine. Primo, sezionare completamente la parte di impianto su cui si interviene, da tutte le possibili fonti di alimentazione: rete, gruppi elettrogeni, gruppi di continuità, impianti fotovoltaici, condensatori, eventuali alimentazioni ausiliarie di comando provenienti da altri quadri.

Secondo, assicurarsi contro la richiusura, bloccando i dispositivi di sezionamento con lucchetti personali, rimuovendo i fusibili o estraendo gli interruttori, e apponendo cartelli che indicano il lavoro in corso. Terzo, verificare l'assenza di tensione su tutti i conduttori, nel punto di lavoro, con un rilevatore adatto, controllandone il funzionamento prima e dopo la verifica su una sorgente nota. Quarto, eseguire la messa a terra e in cortocircuito: obbligatoria in alta tensione, in bassa tensione è richiesta quando esiste il rischio che la parte torni in tensione, come su linee aeree o su circuiti con possibili retroalimentazioni. Quinto, proteggersi dalle parti attive adiacenti rimaste in tensione con schermi, barriere o involucri.

Il passaggio più spesso saltato è la verifica dell'assenza di tensione, sostituita dalla convinzione di aver aperto l'interruttore giusto. Schemi non aggiornati, etichette sbagliate nei quadri e circuiti alimentati da due lati sono all'origine di molti infortuni. Il collegamento con la procedura aziendale di consegna e blocco delle energie, il cosiddetto LOTO, è naturale e va reso coerente.