Modulo B comune · Blocco 6/12 (20–24 h) · Slide 29/50

Rischio elettrico in azienda: tre casi e il lavoro del RSPP

Primo caso, officina metalmeccanica: una pressa si ferma per l'intervento di una protezione e l'operatore, spinto dalla fretta, apre il quadro di bordo per riarmare il relè. Il quadro ha morsettiere senza schermi e la chiave è appesa allo sportello. Le misure sono tecniche, con segregazione interna e riarmo dall'esterno, e organizzative, con custodia delle chiavi e una regola chiara su chi può aprire i quadri.

Secondo caso, magazzino logistico: la zona di ricarica dei carrelli elevatori ha caricabatterie fissati a muro, cavi trascinati sul pavimento e prolunghe usate per i transpallet elettrici. Qui il RSPP verifica il grado di protezione, la posa dei cavi lontano dai percorsi dei mezzi, la presenza di differenziali adeguati alle correnti dei caricabatterie e, per le batterie al piombo, la ventilazione del locale, rimandando agli aspetti di atmosfera esplosiva trattati in altro blocco.

Terzo caso, uffici: postazioni con ciabatte in cascata, stufette elettriche portate da casa, quadro di piano usato come ripostiglio. Sembra un rischio minore, ma è una fonte frequente di principi di incendio. In tutti i casi il lavoro del RSPP segue la stessa traccia: censire impianti e apparecchiature, raccogliere dichiarazioni di conformità e verbali di verifica, controllare che esista l'elenco scritto delle persone PES, PAV e PEI, predisporre procedure per gli interventi e per le ditte esterne, programmare i controlli dell'articolo 86 e registrarne gli esiti.