Alcuni errori si ripresentano in quasi tutte le aziende e conviene conoscerli per riconoscerli al primo sguardo. Sul versante elettrico: differenziali scavalcati, quadri aperti senza chiave, verifica di assenza tensione omessa, prolunghe e ciabatte usate come impianto fisso, verifiche periodiche scadute dopo un cambio di gestore, ditte esterne che lavorano sotto tensione senza idoneità dimostrata. Sul versante quota: scale usate al posto di attrezzature più sicure, imbracature indossate ma non agganciate, ancoraggi improvvisati su tubazioni, nessun calcolo del tirante d'aria, piano di soccorso assente o mai provato. Negli spazi confinati: ambienti non riconosciuti, misura dell'atmosfera eseguita solo all'inizio, sorvegliante assente o impegnato in altro, soccorso improvvisato.
Durante un sopralluogo alcune domande semplici rivelano molto. Chi può aprire questo quadro e come lo sappiamo? Dove ci si aggancia per lavorare lassù e quanto spazio libero c'è sotto? Se il collega resta appeso, chi lo recupera e con che cosa, in quanti minuti? Prima di entrare in quella vasca, chi misura l'aria e con quale strumento? Che cosa fa chi resta fuori?
Le risposte incerte indicano dove intervenire per prime. Questo blocco si collega naturalmente a quello sulle attrezzature, per le PLE e le abilitazioni, al blocco sui cantieri, per ponteggi e opere provvisionali, e alla gestione degli appalti, perché in molte aziende queste attività sono affidate quasi sempre a imprese esterne.