Il piano della viabilità è un documento operativo, spesso allegato al DVR, che descrive come si muovono mezzi e persone nello stabilimento. Parte da una planimetria aggiornata su cui si tracciano ingressi carrai e pedonali, parcheggi, piazzali, baie di carico, aree di stoccaggio, corsie dei mezzi, percorsi pedonali, attraversamenti, zone di sosta e punti di ricarica. Si raccolgono i dati sui flussi: quanti camion al giorno, in quali fasce orarie, quanti carrelli per reparto, dove si concentrano i pedoni ai cambi turno.
Le scelte progettuali si basano su principi semplici: sensi unici dove possibile per eliminare gli incroci frontali, circuiti ad anello per i camion che evitino retromarce, separazione temporale dei flussi quando quella spaziale non è fattibile, ad esempio vietando il transito dei carrelli nel corridoio mensa durante la pausa. Si fissano limiti di velocità diversificati per zona e regole di precedenza scritte e coerenti con la segnaletica.
Il piano diventa efficace quando è comunicato: una versione semplificata è esposta agli ingressi, consegnata agli autisti dei vettori e alle imprese esterne, spiegata nei corsi per carrellisti e nell'accoglienza dei neoassunti. Va rivisto ogni volta che cambia il layout, che si installa una nuova linea o una nuova scaffalatura, o quando l'analisi dei near miss mostra un punto di conflitto ricorrente. Un errore classico è il piano bello sulla carta che nessuno ha mai confrontato con i percorsi reali osservati sul campo.